27 Ottobre 2026
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palco del Festival di Sanremo 2026: sul palco il trofeo del primo classificato al centro, gigante, che occupa simbolicamente tutto il palcoscenico

Crisi del Festival.

Chi già parla di fase calante per Sanremo è un avventato, però la manifestazione canora più longeva della Repubblica sembra vivere un momento di incertezza, questo sì. Tutto invecchia, le mode passano, i gusti evolvono, ma Sanremo ha sempre avuto la capacità di superare ogni fase calante, durante la sua lunga storia, anche quando a fine millennio la disaffezione del pubblico sembrava decretarne la fine.

Sono passati 76 anni ed è ancora lì, con la sua macchina organizzativa imponente, l’adrenalina alle stelle che scorre a fiumi dietro le quinte, gli aneddoti che riempiono i giornali settimane prima e mesi dopo la diretta.

Il casinò di Sanremo visto da fuori
Foto Kallerna

Il Festival però non ha mai dettato né mode né stili, li ha sempre cercati e rilanciati. Forse è da qui che nasce periodicamente la sua crisi; quando la formula rinnovata ha successo Sanremo tende a cristallizzarla, in tv una cosa che funziona si ripete finché il pubblico mostra di apprezzarla. Non fare da apripista per le nuove tendenze musicali, se da un lato non comporta rischi immediati di flop, dall’altro li evoca quando è il panorama musicale a cambiare. Forse siamo davanti a un semplice raffreddore, ma qualcosa di strano in questi giorni circola sulla prossima edizione 2026. Ci sarà di che parlare.

Lo spettacolo si è trovato tante volte a doversi rinnovare d’abito per tenere vivo, o altre volte per recuperare, il gradimento di vasta parte della popolazione italiana. Non è ancora detto che sia giunto quel momento.

Il dato che trapela da indiscrezioni stampa e voci circolate nelle case discografiche di mezza Italia lancia però un segnale che fa pensare a un’edizione un tantino complicata. Almeno rispetto al nuovo levante che la kermesse ha conosciuto nell’ultimo decennio, certificato dalla crescita esponenziale del consenso da parte del pubblico. A partire da Baglioni, passando attraverso il lustro dorato della direzione Amadeus per arrivare allo sfavillante ultimo Carlo Conti della passata edizione.

E proprio il nostro Conti nazionale si trova ad affrontare una situazione, a quanto pare, inedita per un appuntamento che inchioda gli italiani al divano dal 1951. A ben guardare, la sensazione che sta circolando negli ambienti dello spettacolo in queste ultime settimane potrebbe ricreare un’atmosfera simile alla desolazione che la Rai viveva a fine anni ’80, quando allora il problema riguardava il corteggiamento da rivolgere ai cantautori che rifiutavano in massa l’invito a partecipare. All’epoca si ragionava sulla bassa qualità canora, ci si esibiva in playback, il palco senza orchestra e invaso di fiori sembrava più una camera ardente, le canzonette pop non reggevano il confronto con gli idoli stranieri e la conduzione era spesso analfabeta. 

I retroscena e le anticipazioni.

L’aria che anticipa l’evento si riempie ogni anno di curiosità, misteri e anteprime presunte. Tutto concorre a caricare di attesa e aspettativa quello che per gli italiani – anche per quelli che il Festival lo odiano da sempre – è un appuntamento irrinunciabile, uno dei pochi a tenere unita veramente la nazione dopo i botti di capodanno. Già, ma l’aria quest’anno è diversa, piena di polveri sottili più che di frizzanti anticipazioni.

In questi giorni la pressione dentro gli uffici della direzione artistica dev’essere alle stelle, i tempi stringono e Carlo Conti si trova a gestire una sequenza inaspettata di rifiuti. Che il Festival abbia perso improvvisamente il suo appeal è impossibile, sarebbe troppo repentina come discesa, ma è certo che gli artisti stanno mostrando da più parti dubbi sull’impianto generale della kermesse, che diventa via via un evento mediatico di puro spettacolo piuttosto che un’occasione per il lancio dei loro inediti.

Una pioggia di “NO” sono caduti in testa al povero Carlo Conti che proprio non riesce a prendere sonno e che probabilmente lo stanno spingendo in questi giorni a considerare conclusa la sua parabola sanremese, dopo la fatica che ancora lo attende. I nomi futuri che circolano sulla sua eredità, a parte il “semprevalido” (su carta) Alessandro Cattelan – che avrebbe il diritto di prelazione per i troppi anni in cui è stato carbonizzato in forno – riguardano Stefano Di Martino e Fiorella Mannoia (Dio ci scampi). Ma torniamo al presente Carlo Conti.

Sembra quasi che tanti artisti si siano messi d’accordo tutti insieme per rifiutare la partecipazione al Festival, deludendo Conti che sperava di mettere insieme un cast solido almeno quanto quello dell’anno passato.

Chi non ci sarà e perché.

Annalisa in concerto
Fonte Own work

Le indiscrezioni che sono emerse dalle fonti interne della Rai e le voci che circolano negli ambienti discografici sono salite al pelo d’acqua delle agenzie di stampa: Tiziano Ferro, Annalisa, Ernia, Carmen Consoli, solo per citarne alcuni, hanno preferito ringraziare declinando l’invito. Gli unici che hanno un buon motivo per dire no sono i Pooh, preferiscono partecipare a una serata singola come superospiti, ritenendo troppo gravoso l’impegno delle cinque serate in gara.

Ci sono poi le star dei giovani, molte delle quali fanno sold out al botteghino, e queste si sono mostrate indifferenti all’esposizione focale del Festival, altri cantanti non ritengono più il passaggio sanremese come una tappa obbligata: tra questi Anna, Alfa (che ha dichiarato che preferisce fare uno stop con la musica per stare in famiglia e per studiare in vista dell’esame di guida), Tananai, Emma Marrone.

Enrico Ruggeri ha invece espresso perplessità sull’impianto attuale, che a suo giudizio si è spostato più sull’intrattenimento, condizionando il concept in base alle esigenze dettate dalla tendenza mediatica e dal fenomeno social. Anche Fabrizio Moro e Sergio Cammarere hanno manifestato dubbi che l’impostazione attuale del Festival possa lasciare spazio adeguato alla profondità delle canzoni e ai temi trattati.

Proprio per questo motivo, e non come ufficialmente dichiarato per la recente scomparsa della gigante Ornella Vanoni, la lista definitiva dei partecipanti è slittata al 30 novembre. Conti ha allungato la lista da 26 a 30 nomi, sperando di convincere gli indecisi (tra cui il nome di spicco su cui conta di più sarebbe quello di Elisa).

Rimpiazzando i “No” con nomi quali Amara, Luchè, Nayt, Tropico, Chiello, Venerus l’edizione che si profila appare quasi avanguardista e sperimentale. La domanda è: riuscirà a incollare milioni di telespettatori davanti allo schermo?

La Conduzione.

Laura Pausini in concerto
Fonte: http://www.livepict.com

Carlo Conti, intanto, nello sbrogliare la matassa prende tempo. Le case discografiche stanno lavorando ognuna con il suo peso specifico in quest’ordine: Warner Music sembra avere in portafoglio 10 nomi, Sony Music 8 nomi, Universal Music 7 nomi, realtà Indipendenti 5 nomi.

Altri capricci da mettere d’accordo con le virtù riguardano poi la co-conduzione che quest’anno rimane più blindata che mai fino alla fine. In pole position ci sarebbe Laura Pausini che, secondo gli articoli a lei dedicati nelle ultime settimane, sembrerebbe aver imposto la sua come unica presenza femminile sul palco. I rumors riguardano anche Vanessa Incontrada e l’esplosiva Samira Lui, ormai lanciata verso un futuro stellare nel panorama televisivo nostrano, ma questi nomi appaiono meno probabili.

Per quello che riguarda i cantanti in gara invece, nebbia a parte, qualche certezza l’abbiamo: Pamela Prati non ci sarà, che peccato. Bontà sua, aveva presentato un brano a Conti: “io canto da sempre e Sanremo sarebbe il mio sogno nel cassetto”. Memorabile, e per ora unica, resterà dunque la sua intonazione spudorata esibita in “Tale e Quale Show”: per ora, al suo livello, finché sulle scene c’è Elettra Lamborghini ci basta e avanza lei. Con buona pace per Ornella Vanoni che era troppo in alto per rimanere con noi a dibattere su questo. A proposito della specie protetta in via di estinzione, avremo Gianni Morandi e Patty Pravo secondo quanto anticipato dalle colonne de Il Messaggero. California (la cantante del compianto duo Coma_cose), Tommaso Paradiso, Tutti Fenomeni, Venerus, e Trigno faranno invece da sponda all’audience dei più giovani.

La lista più accreditata.

Ecco la lista dei nomi più accreditati:

Sal Da Vinci

Arisa

Serena Brancale

Nayt

BigMama

Gianni Morandi

Carl Brave

Dargen D’Amico

Eddie Brock

Elettra Lamborghini

Emma Nolde

Fast Animals and Slow Kids

Fred De Palma

Fulminacci

J-Ax

Leo Gassmann

Levante

Luchè

Madame

Elodie & Rkomi

Malika Ayane

Mara Sattei feat. thasup

Marco Masini & Fedez

Michele Bravi

Nada 

Patty Pravo

Tredici Pietro

Tommaso Paradiso

Venerus

Zero Assoluto

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